Fortuna dei Longobardi

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Da secoli la storiografia dibatte sulla cosiddetta "questione longobarda", incentrata sugli effetti della dominazione in Italia di questo popolo.
Nel tempo i Longobardi sono stati considerati in modo contrapposto: per alcuni "barbari" invasori che hanno affossato la civiltà classica, l'unica autenticamente "italiana"; per altri  popolo ormai romanizzato che cercò di dar vita a una nuova nazione unificata.
I giudizi su di loro si sono caricati di significati diversi nel tentativo di spiegare circostanze ed eventi storici.
Alessandro Manzoni (1785-1873) nel Discorso su alcuni punti della storia longobardica in Italia, scritto a prefazione dell'Adelchi (1882), li considera negativamente, accusandoli di essere i predecessori dei moderni occupanti austriaci.
I Visconti nel XIV secolo, a supporto della propria politica espansionista, li elessero invece a loro mitici progenitori, mentre gli illuministi nel XVIII secolo videro nei Longobardi i primi veri oppositori alle ingerenze temporali della Chiesa.
Oggi la storiografica considera la vicenda longobarda inserita in una lunga "epoca di transizione", che portò alla formazione degli stati nazionali europei.
I Longobardi rappresentano uno dei popoli "invasori" (o "migranti") che, inserendosi nel contesto della crisi interna alla società tardo antica, contribuirono a dar vita alla nuova cultura europea attraverso un lungo processo di integrazione culturale; in quest'ottica il Regnum Langobardorum svolse il ruolo di ponte tra Oriente e Occidente.